Se l’inizio di un nuovo anno è per tutti tempo di proiezioni e prospettive, anche nel mondo del packaging è il momento giusto per considerare le nuove tendenze e cercare di capire i possibili sviluppi del mercato, secondo i trend correnti e novità in arrivo.

Nel 2020 sarà l’innovazione tecnologica la vera protagonista del mondo dell’imballaggio, soprattutto se applicata al mondo del packaging alimentare. Infatti la tendenza ecologica, che del resto ha avuto sempre maggiore attenzione da parte sia dei produttori che dei consumatori negli ultimi anni, richiede l’applicazione di tecnologie sempre più avanzate per offrire un packaging alimentare non solo il più possibile rispettoso dell’ambiente, ma anche virtuoso e dotato di caratteristiche innovative.

Ecco alcune anticipazioni e una carrellata delle tendenze packaging per il nuovo anno.

Il packaging “connesso”

Un rinnovato interesse sarà rivolto al legame del packaging in senso stretto e le sue potenzialità di sviluppo “virtuale”. La tendenza di produzione è quella di un packaging sempre più minimalista, da un lato con la riduzione della quantità di materiale impiegato, dall’altro rendendolo quanto più possibile “impermanente”, perché biodegradabile e compostabile. Parallelamente a questa apparente “riduzione” dell’imballaggio fisico, tuttavia, alla confezione vengono attribuite molte altre funzioni che non richiedono l’impiego di materie prime, ma si svolgono in ambiente completamente virtuale.

Il packaging del futuro infatti, svolge parte del suo compito in modalità digitale, connettendo la confezione fisica alla rete: è qui che l’utente può interagire con il prodotto e la sua confezione in modo del tutto innovativo. Con un semplice codice riportato sul packaging, per esempio codici QR e altri indicatori grafici, near field communication (NFC), identificazione a radio frequenza (RFID), Bluetooth e realtà aumentata (AR), sarà possibile infatti accedere ad una quantità di dati e informazioni impensabili da fornire fisicamente sulla confezione. Ingredienti, tabelle nutrizionali, consigli per l’uso, ricette e curiosità, oltre ad un ambiente virtuale dove il produttore e l’intera comunità di consumatori potranno incontrarsi, confrontarsi ed interagire. Il risultato? Un packaging alimentare altamente personalizzato e personalizzabile, che porterà ad un sempre maggiore coinvolgimento dei consumatori, una maggiore consapevolezza del prodotto con l’aggiunta dell’elemento esperienziale, tutti fattori che portano con sé nuove sfide di marketing e nuovi potenziali sviluppi di mercato.

Il packaging sostenibile

Negli ultimi anni “packaging ecologico” è una delle parole chiave sempre più spesso sfruttata dai produttori come contenuto di marketing, senza necessariamente trovare un vero riscontro nella realtà dei fatti.

Se è vero che la sfida del packaging alimentare innovativo si gioca sul campo dei materiali, per essere davvero ecologico, l’imballaggio deve essere soprattutto sostenibile.

La vera tendenza 2020 per il packaging alimentare sarà il plastic free, dove la plastica verrà sempre più spesso sostituita con materiali biodegradabili, sempre più sofisticati con l’obiettivo di raggiungerne pari performance tecnologiche ed estetiche.

La bioplastica è in una fase di grande sviluppo, con la sperimentazione di nuovi composti e applicazioni. Sempre più aziende infatti scelgono di investire in questo campo, introducendo packaging innovativi per gli imballaggi dei propri prodotti, a base di materiali sostenibili, ovvero ricavati da materie prime rinnovabili, in base ai principi della circular economy. La tecnologia sempre più raffinata consente di produrre materiali performanti a livello di resistenza e protezione, oltre di stampa, con una particolare attenzione alla possibilità di personalizzazione, sia nei formati, sia nella resa di grafica e colori; il tutto senza rischi di contaminazione, con un’attenzione al deperimento dei prodotti e senza pregiudicarne l’attrattiva agli occhi del consumatore, ma anzi, rimodellando l’estetica del packaging e aprendo la strada a nuove tendenze creative.

Le materie prime utilizzate per la biosplastica sono le più disparate: fibre vegetali come cellulosa, amido o fecola di patata, dalle alghe alla canapa, dai composti a base di funghi, carciofi e perfino ai crostacei. Sono davvero innumerevoli le possibilità di innovazione nel mondo del packaging a partire da materie prime naturali e totalmente rinnovabili.

Potenzialmente rivoluzionaria se portata su larga scala, infine, è la produzione di packaging utilizzando materiali di scarto come i rifiuti organici. Oltre ad un ridotto impatto ambientale, ad un risparmio di Co2 per la produzione e smaltimento delle confezioni, il contributo di questa tipologia di packaging innovativa è dato anche dalla riduzione degli scarti e quindi dello spreco alimentare.

Il packaging circolare

Se per molti prodotti è ancora impensabile sostituire completamente la plastica, una delle sfide è certamente quella di ottimizzare il suo riciclo, soprattutto per quanto riguarda la plastica di scarto delle confezioni.

Infatti, moltissima della plastica ogni giorno immessa sul mercato non solo ha una vita brevissima, ma non è smaltita correttamente e dunque non viene riciclata come dovrebbe. Ne risulta che tantissimi imballaggi vengano sì dichiarati riciclabili ma ancora pochissimi siano effettivamente riciclati e ancor meno siano le nuove confezioni prodotte da materie prime di riciclo.

Ogni nuova abitudine ha bisogno di essere creata e coltivata. Per questo nel nuovo anno si prevede continui la tendenza avviata negli ultimi anni e sempre più brand e aziende si impegneranno in una maggiore attenzione alle procedure di riciclo: oltre a dichiarare la loro intenzione di seguire i processi necessari al corretto smaltimento degli scarti di produzione, i marchi avranno il compito e l’opportunità di informare e guidare i propri consumatori ad un corretto comportamento nei confronti delle confezioni al termine dell’uso, sensibilizzandoli ulteriormente sul riciclaggio sia nel corretto smaltimento dei rifiuti plastici, sia nella scelta di prodotti ed imballaggi confezionati con materiali di riciclo.

Infine, se la plastica riciclata spesso non rispetta standard di qualità sufficienti per poter essere utilizzata in ogni settore, in primis quello alimentare, dove presenta rischi di tossicità, tuttavia la ricerca è al lavoro sullo sviluppo di materiali riciclati di qualità sempre migliore, a sempre minori costi di lavorazione, per rendere il riciclo non solo più efficiente, ma anche più conveniente ed accessibile a sempre più aziende. Parallelamente, intervenendo sull’ottimizzazione delle procedure di riciclo si renderà disponibile un’enorme quantità di materia prima riciclata utilizzabile in tantissimi settori, dalla produzione di attrezzature, abbigliamento, componenti di arredamento e perfino nell’edilizia.

CelVil è una realtà da sempre sensibile alle innovazioni del mondo del packaging, studiando costantemente le esigenze del mercato, di produttori e consumatori, fornendo un’attenta consulenza sul panorama delle tecnologie, materiali e strumenti a disposizione dei suoi clienti per guidarli nella scelta del prodotto da imballaggio più adatto alle loro specifiche esigenze di business. Dalla progettazione, alla consulenza materiali, dalla stampa fino al confezionamento conto terzi, CelVil da ormai diversi decenni è leader nel mercato del packaging, alimentare e non solo, con servizi tagliati su misura per ogni tipo di azienda.

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