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Tra le numerose strategie che il mondo del packaging utilizza e applica ai suoi prodotti, alcune sono particolarmente sofisticate e vengono elaborate con l’intervento della scienza e delle più avanzate tecnologie.

Una di queste soluzioni a base scientifica, è il packaging sottovuoto. Si tratta in realtà di uno dei più tecnologici metodi di conservazione degli alimenti perché grazie al fondamentale contributo della chimica è stata elaborata una tecnica specifica che permette di confezionare alcuni prodotti alimentari e conservarli molto più a lungo di quanto consentirebbe la loro naturale deperibilità.

1. Cos’è la conservazione sottovuoto

La conservazione sottovuoto è dunque una delle tecniche per allungare la shelf life di generi alimentari altamente deperibili, e si affianca ad altri metodi più tradizionali come ad esempio l’essiccazione.

Il concetto alla base di queste tecniche per la conservazione degli alimenti è comune: il deperimento dei prodotti è dato dalla presenza di alcuni particolari elementi, in particolare l’acqua e l’aria, ancor più nello specifico l’ossigeno.

Se l’essiccazione consente di eliminare l’acqua da frutta, verdura, pasta e altri prodotti, per altri alimenti come carni e latticini, non è possibile affrontare la stessa procedura per ottenere un analogo risultato.

E’ proprio qui che entra in gioco il sottovuoto, a partire da un’osservazione molto semplice, ovvero l’evidente ossidazione ed il deperimento degli alimenti ad opera di alcuni elementi contenuti nell’atmosfera. Questi processi chimici sono evitabili in caso di eliminazione dei fattori, in questo caso degli elementi, che li causano e per questo la tecnica del confezionamento sottovuoto non prevede nient’altro che il confezionamento in “atmosfera protettiva” o “modificata”.

Vediamo cosa significa. Modificare l’atmosfera equivale alla creazione artificiale di un ambiente dal quale, grazie all’impiego di specifici macchinari, possano essere sottratte le sostanze ossidanti.

Il primo obiettivo dell’atmosfere modificata è dunque l’eliminazione dell’ossigeno dall’ambiente di confezionamento, in modo che gli alimenti non ne vengano in contatto. L’intero processo di imballaggio deve avvenire rigorosamente in atmosfera modificata, ovvero “sottovuoto”, che è il termine comune per indicare l’assenza di ossigeno.

Oltre all’ossigeno, causa principale della proliferazione di batteri e del decadimento naturale di un prodotto alimentare, è stato studiato come poter aumentare l’efficacia dell’atmosfera modificata grazie all’aggiunta di gas specifici. Si procede così alla creazione della cosiddetta “atmosfera protettiva”, per cui all’interno della confezione vengono introdotti e bilanciati Anidride Carbonica (CO2) e Azoto (N2), in modo da conservare la freschezza del prodotto e rallentarne in grande misura il deperimento.

Le buste comunemente chiamate “sottovuoto”, dunque, hanno come finalità la presentazione del prodotto come se fosse appena confezionato e un efficace prolungamento della sua conservazione.

2. Vantaggi e applicazioni del sottovuoto

Abbiamo visto come funziona il confezionamento sottovuoto, quali principi ne stanno alla base e quali sono i suoi obiettivi. Ne possiamo dedurre che si tratti di una forma di conservazione degli alimenti moderna, sicura ed efficace, e anche dal punto di vista dei produttori si rivela pratica, semplice e veloce da applicare, nonché economica.

Passiamo ora a considerare i diversi vantaggi che questa tecnica presenta, collaborando in sinergia con altre tecniche di conservazione.

Prima di tutto il confezionamento sottovuoto aumenta notevolmente la shelf life del prodotto rispetto ad altre tecniche di conservazione. Questa caratteristica è particolarmente utile se si tratta di prodotti freschi, che andrebbero incontro ad un deperimento rapidissimo, o per lo meno ad una perdita di commestibilità. Un caso eclatante è il formaggio, che se confezionato sottovuoto può mantenersi molto più a lungo sugli scaffali, affrontare eventuali trasporti e deperire in un arco di tempo molto più lungo rispetto ai formaggi freschi confezionati in modo tradizionale.

L’imballaggio in atmosfera protettiva protegge e garantisce inoltre le caratteristiche di un prodotto anche dopo parecchi giorni dopo il confezionamento, conservando l’aroma e le proprietà organolettiche di alimenti, come per esempio il caffè, dal momento dell’imballaggio fino all’apertura della confezione da parte del consumatore.

Tra i vantaggi correlati all’imballaggio sottovuoto, inoltre, in particolare alla creazione dell’atmosfera protettiva, ci sono il controllo dell’umidità e il rigonfiamento della confezione, che impedisce lo schiacciamento del prodotto al suo interno.

Ne risulta che il sottovuoto sia una tecnica una confezionamento ideale per gli alimenti, efficace per fornire loro un’efficace barriera , proprietà che contraddistingue gli imballaggi di migliore qualità sul mercato.

CelVil è da sempre impegnata a progettare e offrire ai suoi clienti packaging di qualità, alla ricerca delle migliori e più innovative soluzioni per affrontare le sfide del mercato, con un occhio di riguardo particolare al settore alimentare e alle sue esigenze: dalla scelta dei materiali da packaging più adatti, alla personalizzazione con accessori o stampa flessografica, al riempimento degli imballaggi con il confezionamento conto terzi.

I nostri materiali da imballaggio, i nostri macchinari e la nostra tecnologia è al servizio delle aziende per ideare confezioni su misura del loro prodotto e delle loro strategie di marketing e vendita, garantendo sempre la massima qualità e cura per i dettagli.

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