In tutto il mondo negli ultimi anni è sempre più alta l’attenzione a problemi ambientali e sempre più attiva la ricerca di soluzioni ecologiche, che risolvano o almeno riducano l’inquinamento e lo spreco di risorse non rinnovabili. I consumatori sono sempre più attenti a queste tematiche che spesso orientano i loro comportamenti d’acquisto, alla ricerca di prodotti qualitativamente migliori e più sani.

La produzione di alimenti, di fatto, si orienta sempre più spesso verso prodotti biologici, naturali, ecologici e rispettosi dell’ambiente sia dal punto di vista della produzione, sia considerando più aspetti possibili dell’intera filiera: si va dall’inquinamento dei trasporti, contrastato dall’introduzione del concetto di Chilometro Zero, all’utilizzo di pesticidi chimici e dannosi per la salute, a cui il biologico si oppone fermamente, fino appunto a considerare i diversi aspetti dell’imballaggio alimentare.

Spesso però gli alimenti biologici vengono protetti in modo particolare e differenziati sul mercato, soprattutto per finalità di marketing oltre che di conservazione, per cui vengono confezionati con packaging pesanti, aggressivi, sovrabbondanti, in una parola industriali e in questo per nulla ecologici e in forte contrasto con i valori propri del prodotto stesso.

Gli imballaggi food sono dunque oggetto negli ultimi anni di profonde ricerche, nel tentativo di rendere sempre sempre più sostenibili le varie fasi di produzione del packaging, scegliendo materie prime mano inquinanti e il più possibile rinnovabili.

Packaging sostenibile è dunque il nome di questo nuovo settore in continua crescita, di pari passo all’impennata di consumo di prodotti alimentari biologici, settore che da sempre si fa portatore di simili valori.

L’obiettivo è proprio la protezione sostenibile degli alimenti, ovvero la scelta di involucri che conservino meglio i prodotti e contemporaneamente non inquinino in quanto biodegradabili.

Numerose e recenti ricerche scientifiche conducono esperimenti per individuare nuove forme e miscele di sostanze naturali o prodotti di recupero adatte a realizzare pellicole, rivestimenti e sacchetti per alimenti.

Il risultato di queste vivaci ricerche sugli imballaggi sostenibili, condotti da aziende e start-ups in tutto il mondo, sono nuove forme di packaging, come gli imballaggi food organici, ecosostenibili e biodegradabili: si va dal contenitore a base di funghi, alla pellicola alimentare al chitosano (a base di gusci di crostacei) oppure a base di alghe, fino agli imballaggi che oltre ad essere totalmente compostabili, producono notevoli benefici per gli alimenti stessi. E’ questo il caso delle pellicole a base di foglie d’ulivo, che hanno dimostrato un’azione antibatterica e antiossidante, contribuendo alla buona conservazione del prodotto che andranno a confezionare.

Il futuro del packaging alimentare, dunque, è decisamente sostenibile e l’obiettivo è sicuramente quello di contenere l’impatto ambientale dell’imballaggio. Con l’aiuto della tecnologia, posta al servizio dell’ecologia, si intravedono soluzioni di packaging ancora più innovative, dalle pellicole solubili al packaging commestibile, fino al minimalismo di un progetto olandese che propone una soluzione futuristica, ovvero marchiare frutta e verdura sulla buccia con appositi laser che permetterebbero addirittura di evitare di ricorrere all’imballaggio.

Anche Celvil partecipa alla ricerca di nuove soluzioni per l’imballaggio sostenibile, con l’utilizzo di pellicole biodegradabili e compostabili per la produzione di packaging e sacchetti per alimenti l’esperienza e la ricerca tecnologica a supporto dell’ecologia e della salvaguardia ambientale.

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