La progettazione del packaging si basa su molteplici fattori, dalla selezione dei materiali più adatti al contenuto, all’elaborazione del design, dal formato più funzionale all’applicazione di utili accessori, fino alla scelta dei colori e dei testi che raccontino e definiscano il brand e il prodotto. Un altro dettaglio fondamentale per il successo di un packaging è senza dubbio la stampa. Tutto quanto elaborato in fase progettuale dovrà essere infatti stampato per prendere forma tangibile, diventare un vero e proprio oggetto che veicoli il messaggio al consumatore finale, nonché l’ultimo decisivo step da cui dipende in buona parte la vendita del nostro prodotto.

La qualità di stampa è importantissima a livello commerciale perché definisce un prodotto interessante e lo distingue da altri di scarsa o dubbia qualità, in un battito di ciglia.

La tecnologia oggi mette al nostro servizio diverse tecniche di stampa, ciascuna con caratteristiche e vantaggi per realizzare, a seconda delle esigenze, un buon packaging personalizzato e che rispecchi l’estetica desiderata.

Tra le più avanzate e raffinate tecniche di personalizzazione di una confezione, troviamo due tipologie di stampa: la stampa flessografica e la stampa offset, che possono essere più o meno adatte al progetto in base ad una serie di fattori. Vediamo quali, con una carrellata delle caratteristiche e soprattutto delle differenze tra le due tecniche di stampa più usate per il packaging commerciale.

La tecnica: stampa diretta o indiretta?

Innanzitutto la stampa offset è un processo di stampa indiretta, che prevede cioè l’incisione del soggetto su una lastra di alluminio, che verrà applicata ad un cilindro e andrà a stampare il materiale da imballaggio; la flessografia, per contro, si avvale di un cliché, supporto che trasferisce direttamente l’inchiostro sui supporti da personalizzare.

Qualità e definizione

A livello di performance e qualità, la stampa offset è nota per l’altissima fedeltà di colori e grafiche, oltre che per la rapidità di stampa, che consente la produzione anche in notevoli quantità una volta creata la matrice iniziale.

La qualità è eccellente anche nella stampa flessografica e non delude assolutamente in termini di resa, con un’elevata precisione e una vasta gamma di effetti speciali.

Quantità e costi

La stampa offset, come è noto, risulta la strategia ideale per grandi formati e grandi quantità: l’entità del progetto e la prospettiva dei guadagni deve essere tale da giustificare l’investimento e i costi piuttosto elevati per la creazione della matrice, ma una volta realizzata quest’ultima si potranno stampare un elevatissimo numero di supporti in pochissimo tempo.

Tuttavia la stampa offset non risulta la scelta più adatta a progetti di piccola entità, o per prodotti con una vasta gamma di varianti, per cui sarebbe necessario produrre un gran numero di matrici che potrebbero andare ad incidere sul budget.

Per questo tipo di progetti, ma non solo, è invece preferibile la flessografia, che si propone come eccellente compromesso tra costi e rapidità di produzione: il costo della realizzazione di un cliché è decisamente più contenuto, e consente di ottenere agilmente varianti di colore e prodotti personalizzati.

Applicazioni e versatilità

Come anticipato, la flessografia risulta un metodo di stampa altamente versatile, sia in termini di produzione sia di applicazioni.
Non solo si possono stampare una grande quantità di supporti e materiali, ma anche passare rapidamente da un formato all’altro, grazie alla rapida evoluzione tecnologica e flessibilità delle macchine da stampa. Basti pensare che anche solo a livello di pellicole plastiche, la stampa flessografica consente di personalizzare rapidamente e a basso costo una serie di prodotti da confezionamento, soprattutto in campo alimentare: dalle shoppers alle buste con accessori, dai film su bobina alle stampa di etichette adesive.

Sia la flessografia che la stampa offset sono certamente tipi di stampa più avanzati e raffinati di altre tecniche come ad esempio la stampa rotativa, metodo diretto che consente con un rullo inchiostrato di stampare ad alta velocità, ma è indicata per progetti in cui non venga richiesta un’estrema resa qualitativa.

Tuttavia tra le tecniche di qualità e che garantiscono una migliore resa estetica, la flessografia si rivela più economica e flessibile della stampa offset e un valido strumento da considerare per i più disparati progetti di packaging, essendo facilmente personalizzabile su misura delle esigenze del cliente.

CelVil è specializzata in produzione di packaging personalizzato e offre un’esperta consulenza su materiali, nel rispetto delle normative e con un’attenzione all’usabilità e alla performance delle confezioni, oltre ad un eccellente servizio di stampa flessografica per tagliare su misura del cliente progetti di imballaggio originali, efficaci e di qualità per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi di business.

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