Il packaging del caffè è un prodotto molto particolare nel panorama degli imballaggi, in particolare per via delle specifiche caratteristiche tecniche che sono ad esso richieste per garantire un’eccellente conservazione di un prodotto così delicato.

Il caso del caffè è davvero unico nel mondo del packaging perché questo prodotto può essere venduto in una grande quantità di formati e modalità, da quello in grani per la ristorazione, a quello macinato per uso domestico, dalle cialde alle capsule dedicate alle macchinette del caffè, a loro volta differenziate a seconda dei gusti e delle abitudini di consumo.

Se i consumatori, in particolare italiani, sono abituati a svariati modi di bere il caffè, dalla moka all’infusione, dall’espresso bar alla macchinetta, sappiamo bene quanto sia in crescita la preferenza per cialde e capsule, proposte sul mercato in confezioni monodose, che garantiscono un’elevata qualità dal primo all’ultimo caffè, oltre ad una dose prestabilita e una maggiore rapidità di preparazione. Questo è il principale punto di forza che ha decretato il successo di questa tipologia di caffè confezionato in cialde e capsule. In questo articolo, dunque approfondiremo questa tematica considerando il cosiddetto packaging monodose studiato in particolare per questo tipo di prodotti.

Innanzitutto, caratteristiche come la delicatezza dell’aroma e l’elevata deteriorabilità del caffè rendono necessario un insieme di caratteristiche per il packaging di questo prodotto. Tra queste qualità, spicca l’effetto barriera, che deve essere l’obiettivo primario dell’imballaggio del caffè, perché si mantenga intatta la sua fragranza, e quindi la sua qualità e il suo valore sul mercato.

Per poter godere di un buon effetto barriera il caffè ha bisogno di un packaging particolarmente tecnologico, il cui materiale, o abbinamento di materiali, garantisca la protezione del contenuto dall’entrata di gas, umidità, luce e altri fattori atmosferici potenzialmente dannosi, e al contempo una protezione verso l’esterno, ovvero il contenimento delle proprietà organolettiche, di cui va evitata la dispersione.

Questo avviene per la maggior parte degli alimenti confezionati, ma nel caso del caffè spesso non basta. L’imballaggio ideale per il caffè, infatti, è una particolare tipologia di packaging alimentare, utilizzato per i prodotti freschi la cui aroma è caratteristica imprescindibile da preservare: stiamo parlando del packaging sottovuoto.

Per il caffè nello specifico si tratta di adattare questa modalità di confezionamento con l’aggiunta di particolari accessori, quali ad esempio valvole, che rilascino sostanze che vengono a formarsi all’interno della confezione durante la conservazione.

Il materiale adatto a realizzare un buon packaging sottovuoto è il film plastico, il più performante a livello di effetto barriera contro agenti esterni e umidità, a cui viene spesso accoppiato l’alluminio per ottenere un isolamento maggiore.

Così come il caffè macinato quindi anche la capsula monodose e la cialda di caffè necessitano del confezionamento sottovuoto, per preservare gli aromi dei diversi tipi di caffè e proteggere il prodotto consegnandolo intatto e in tutta la sua fragranza al consumatore.

Il packaging ideale per le capsule del caffè, così come per le cialde, è il film in bobina, che consente un notevole grado di flessibilità in termini di forme e formati, grafiche personalizzate, combinato a una rapidità di produzione e costi contenuti.

Le bobine di film plastico si prestano alla realizzazione di confezioni multipack, idonee per il confezionamento verticale su macchine automatiche, in formato sacchetto oppure doypack, così come per il confezionamento flow-pack delle singole cialde o capsule, per garantire un’ancor maggiore protezione e fragranza, data l’apertura della confezione solo al momento del consumo.

Negli ultimi anni si è fatto largo il Biofilm che ha dimostrato di possedere caratteristiche valide non solo per una serie di generi alimentari ma anche nel settore del packaging del caffè.

Sebbene le performance dei film bioplastici, come ad esempio il PLA, non siano ancora paragonabili a quelle della plastica tradizionale, specialmente in merito all’effetto barriera, sono tuttavia un’alternativa interessante, e decisamente meno inquinante, per l’imballaggio del caffè in cialde.

Indicato soprattutto per prodotti biologici di elevato pregio e che vogliano puntare su questo aspetto a livello di marketing, il PLA, ma del resto anche il polietilene tradizionale, risulta più ecologico rispetto al film accoppiato che ad oggi non è ancora completamente riciclabile.

Le confezioni in film plastico conterranno a loro volta le cialde, comunemente confezionate in carta filtro, oppure le più rigide capsule, realizzate in diverse tipologie, a seconda del produttore, del settore a cui sono destinate, se gdo o più di nicchia e al dettaglio.

Si va dalle capsule di tipo “Keurig”, le più diffuse in Nordamerica dove si consuma il caffè più diluito, a quelle più popolari in Europa, dove i leader di mercato sono Lavazza e Nespresso con le loro specifiche capsule e relativi “sistemi proprietari”, che legano il consumatore all’acquisto delle capsule in base alla macchina del caffè che utilizzano.

In ogni caso i materiali utilizzati sono termoformati oppure alluminio, utilizzati per realizzare modelli brevettati in base al segmento di mercato e quindi alle abitudini di consumo del pubblico a cui sono dedicate.

Per ulteriori informazioni in merito al confezionamento del caffè, in cialde, capsule, ma anche macinato e in grani, non esitare a contattare CelVil, azienda specializzata in confezionamento alimentare, con specifica attenzione al sottovuoto e alla personalizzazione degli imballaggi, anche su piccole tirature, otre che una sensibilità particolare al packaging sostenibile. Siamo a vostra disposizione per realizzare i vostri progetti e affiancarvi con una prona consulenza e tutta la nostra esperienza nel settore.

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