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Tra le tante eccellenze alimentari italiane, è innegabile che una delle più amate a livello internazionale sia proprio la pasta. Simbolo dell’italianità in tutto il mondo, la sua nascita è stata a lungo dibattuta, e attribuita prima ad un’invenzione cinese portata in occidente da Marco Polo, per poi essere stabilita nella Sicilia araba, da cui si sarebbe diffusa in tutta Italia e quindi in tutto il mondo. La pasta è diventata un alimento non solo simbolo del nostro Paese, ma di tutta una serie di valori e di uno stile di vita, tanto da meritare che le si dedicasse perfino una giornata mondiale. Questa giornata è stata fissata oggi, 25 ottobre, e festeggiata ogni anno dal 1998 con un evento organizzato dalla IPO (International Pasta Organization), che mira a promuovere questo alimento straordinario, pilastro della dieta mediterranea e riconosciuto addirittura come patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Anche CelVil celebra il World Pasta Day con una carrellata di idee originali per il packaging della pasta, per raccontare le evoluzioni del mondo dell’imballaggio intorno ad uno dei cibi più amati e diffusi di sempre.

1. L’imballaggio ecologico

La crescente sensibilità ambientale richiede un adeguamento delle aziende nella produzione di confezioni il più possibile sostenibili, i cui componenti non solo siano riciclabili ma anche, quando possibile, compostabili e provenienti da fonti rinnovabili. Via libera quindi ai sacchetti di carta e alle pellicole biodegradabili, specialmente nella realizzazione di packaging dedicati alla pasta secca. Sì anche all’utilizzo di inchiostri ecologici e collanti biodegradabili.

Se lo sforzo richiesto può sembrare elevato, sarà ampiamente ripagato a livello di comunicazione: ogni azione rivolta alla sostenibilità potrà essere fonte di ispirazione per costruire una strategia di marketing mirata, per rivolgersi al pubblico, in continua crescita, sensibile alle tematiche ambientali, e alla ricerca di marchi e prodotti che siano sì di qualità ma al contempo dotati di una forte etica.

Ogni confezione potrà essere contrassegnata dai marchi specifici che ne attestino la sostenibilità ambientale, oltre a fungere da utile mezzo per veicolare informazioni circa le modalità di smaltimento e le buone pratiche di riciclaggio delle confezioni.

2. L’imballaggio “consapevole”

Non tutta la pasta può vantare la stessa qualità, attestare la provenienza dei propri ingredienti, garantire l’assenza di OGM così come di sostanze potenzialmente dannose per l’organismo.

Dalla certificazione BIO al marchio NO OGM, dall’origine del grano ad un più strutturato storytelling sulla filiera di produzione, i consumatori oggi sono sempre più attenti a queste informazioni e premiano i produttori che si raccontano con chiarezza e trasparenza.

Non solo le informazioni previste dalla legge, dunque, come gli ingredienti, i valori nutrizionali, la data di produzione e di scadenza, il luogo di produzione e dati dell’azienda, oggi il consumatore può essere stupito con dettagli aggiuntivi, che colpiscano la sua sensibilità e la sua immaginazione.

Oltre alla modalità di conservazione, per esempio, è molto apprezzato un suggerimento di preparazione, una ricetta particolare, magari legata alla provenienza del marchio, del grano o della tradizione a cui si ispira il prodotto. Oppure ancora, un racconto sulla provenienza delle materie prime, in questo caso il grano, con dettagli sulla varietà utilizzata, le sue caratteristiche, informazioni sulla filiera dalla semina al raccolto, dalla despigatura alla lavorazione.

3. Il packaging per pasta fresca

La pasta fresca, per sua natura deperibile e particolarmente delicata, è uno dei prodotti che presenta più sfide al mondo del packaging. Il packaging per pasta fresca ha come obiettivo primario la preservazione della freschezza del contenuto, e dunque ha meno possibilità di spaziare e giocare con forme e materiali. Tuttavia è possibile sfruttare quella relativa rigidità a favore del prodotto e della sua immagine: una confezione dall’aspetto tradizionale, che richiami la caratteristica principale della pasta fresca e la principale motivazione d’acquisto da parte dei consumatori.

Via libera dunque alle linee vintage, dal semplice sacchetto alla vaschetta trasparente, a sottolineare il legame con la tradizione, la trasparenza di presentazione del prodotto, mostrato senza troppi fronzoli estetici, la cui stessa immagine parla prima di qualsiasi slogan o claim.

4. L’imballaggio di design

Dedicato a consumatori esigenti e con un’attenzione particolare all’estetica, la confezione può assumere un’immagine talvolta raffinata, elegante, che strizzi l’occhio al mondo dell’arte e del design. Il prodotto “pasta” presentato in modo innovativo, da generica commodity diventa un vero e proprio oggetto del desiderio, da esibire per la sua bellezza oltre che per la sua funzione primaria, un vero e proprio oggetto del desiderio. La partita del marketing, a questo punto, viene giocata su tutto un altro piano: il protagonista non è più il prodotto, sebbene il produttore dovrà fare attenzione a non sacrificare la qualità, ma l’esperienza estetica che il designer saprà ricreare intorno ad esso. La confezione, inoltre, potrà far percepire il prodotto di qualità superiore, che rispecchia l’elevata cura dei dettagli e della presentazione.

5. Un packaging ad effetto sorpresa

Sebbene non si debba mai sacrificare la qualità del prodotto, la tendenza degli ultimi anni, sopratutto di giovani marchi alla ricerca di visibilità, è quella di proporre idee packaging originali e sorprendenti, che puntino ad incuriosire i consumatori con stratagemmi estetici accattivanti.

Confezioni dalle linee asciutte ed essenziali, magari abbinate a pattern optical per un’immagine contemporanea, oppure giocose e divertenti, basate su un’associazione intuitiva, come il celebre progetto Good Hair Day Pasta, della designer Nikita Konkin: la forza della confezione, apparentemente dall’aspetto minimalista, è basata in realtà sull’effetto sorpresa. La fustella attraverso cui viene mostrato il prodotto contenuto rappresenta una testa di donna con diverse acconciature, ciascuna in accordo al formato della pasta al suo interno. La fustella è molto utilizzata perché si presta a giochi ed abbinamenti originali, che attirano il consumatore e gli regalano un sorriso, a volte più di un’ottima ragione per spingerlo all’acquisto.

CelVil, azienda leader nel settore dell’imballaggio alimentare, è specializzata da sempre nella produzione di packaging per la pasta, dedicando particolare cura alla progettazione di confezioni su misura del progetto e del prodotto del proprio cliente.

Una guida esperta alla scoperta delle varie opzioni di materiali, accessori, soluzioni di presentazione e comunicazione, CelVil offre una specifica consulenza sul packaging alimentare e della pasta, secca e fresca, insieme ad utili servizi collaterali come il confezionamento conto terzi: la grande flessibilità unita alla competenza nel campo sono i punti di forza che mettiamo al vostro servizio.

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