Quando pensiamo alle prospettive future nel settore del packaging, è evidente che molte sono le innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il mondo delle confezioni, soprattutto per quanto riguarda il materiale per imballaggio.

La tendenza a livello sia industriale che al dettaglio è sempre più quella di personalizzare i materiali e i prodotti da imballaggio per offrire ad aziende e consumatori un’esperienza confortevole e coinvolgente, a tutti gli effetti tagliata su misura. Se dovessimo riassumerlo in una parola, diremmo l’imballaggio del futuro è altamente flessibile.

Prima di tutto, un po’ di terminologia: il termine imballaggio flessibile può essere inteso e applicabile a diversi campi, a partire dalla composizione del materiale, alle sue funzioni e alle prospettive di sviluppo che offre per migliorare la qualità del prodotto e la qualità di vita dei consumatori. Scopriamo quali sono i materiali flessibili su cui il mercato potrà contare nei prossimi anni e che stanno vivendo un momento di ascesa per via delle loro innovative caratteristiche, rendendo quello del packaging flessibile un settore di sempre maggiore importanza.

Innanzitutto parliamo di materiali plastici, da sempre tra i più comunemente utilizzati per produrre imballaggi. I film plastici sono particolarmente versatili in questo perché possono essere accoppiati ad una serie di altri materiali. I film plastici possono venire accoppiati a fogli di carta , oppure a fogli sottili di alluminio, oppure ancora strati di cartoncino possono essere rivestiti di materiale plastico, che li renda più resistenti e impermeabili, perfino diversi tipi di plastica possono essere combinati per formare materiali compositi.

Le proprietà dei vari materiali vengono dunque abbinate e questo determina conseguenze rilevanti sulle caratteristiche finali dell’imballaggio, ottimizzandone le prestazioni con un minimo impiego di risorse sia materiali che economiche. Ne deriva il fatto che questa tipologia di confezionamento sia tra le soluzioni più utili per una migliore preservazione della qualità degli alimenti e che i materiali accoppiati siano sempre più spesso selezionate per il settore alimentare, sebbene le operazioni di raccolta differenziata e di riciclo di questo tipo di imballaggi siano più problematiche. Infatti, la combinazione di materiali differenti in un unico imballaggio e della sua struttura è articolata e complessa, e sarebbe necessario separarli prima di poter essere smaltita, ma questa operazione risulta costosa e poco conveniente e spesso risulta in una riduzione del materiale da imballaggio effettivamente idoneo per il riciclo.

Ciononostante, per quanto riguarda l’imballaggio flessibile per alimenti, uno dei materiali ancora insorpassati per via delle eccellenti qualità di conservazione è il multistrato in alluminio. Particolarmente utilizzato nel settore degli alimentari freschi e per il celebre e popolarissimo accoppiato che prende il tetrapack, questo materiale consente di mantenere l’aroma del cibo e preservarne al meglio e a lungo la freschezza, funge da efficace protezione da luce, ossigeno e microrganismi nonché da blando isolante termico.

Oltre ai materiali complessi e multistrato, un’altra tipologia di imballaggio flessibile per alimenti è quello biodegradabile o addirittura compostabile, sempre più preferito perché innovativo e in linea con la crescente sensibilità ecologica dei consumatori.

Questi film plastici, diversamente dal polietilene tradizionale, per esempio, sono realizzati con composti plastici mescolati a materiale biodegradabile, in percentuale secondo normativa, in modo da poter essere scomposti naturalmente se a fine vita vengono riposti negli appositi contenitori che li mettano nella condizione ideale perché la degradazione possa avere luogo. In questo modo una grande mole di materia plastica può scomporsi e tornare ad essere materia prima, senza accumularsi nei luoghi di raccolta dei rifiuti.

Una nuova gamma di film ecologicamente progettati, è invece quella ricavata da materie prime organiche di natura rinnovabile, per esempio a base di amido di mais oppure fibre vegetali, dalla cellulosa agli scarti alimentari. Questi materiali sono decisamente il futuro dell’imballaggio flessibile, essendo prodotte con minor emissioni di gas inquinanti e ovviamente presentandosi come completamente biocompostabili al termine della loro funzione.

L’innovazione tecnologica e la costante ricerca in questo campo fa ben sperare nella scoperta e introduzione di nuovi materiali, sempre più sofisticati e performanti, in modo che questi materiali decisamente più economici e sostenibili possano essere sempre più largamente impiegati nel settore alimentare e non solo.

Flessibile è dunque il materiale di imballaggio del futuro, ma anche l’approccio delle aziende che lo producono lavorano e distribuiscono deve essere tale.

Il vero significato del termine imballaggio flessibile non può e non potrà più prescindere dalla versatilità dei servizi offerti, dalla possibilità di progettare confezioni in piccole tirature alla stampa personalizzata, da un’offerta di accessori personalizzabili a seconda del settore, del singolo prodotto, del formato oppure del target, per essere pronti ad affrontare il mercato con una strategia integrata che unisce comunicazione e design con la massima attenzione all’esperienza dell’utente.

Il futuro del packaging può dunque essere riassunto in due parole: flessibilità e personalizzazione. CelVil da sempre segue le evoluzioni del settore introducendo nella sua gamma di packaging, in particolare a destinazione alimentare, materiali innovativi e di qualità, per offrire ai propri clienti e partner soluzioni vantaggiose in termini economici, di progettazione, e da ultimo per raggiungere in modo più efficace i propri obiettivi.

Call Now Buttonchiamaci per informazioni