La praticità delle confezioni monodose è innegabile. Questa invenzione ha segnato una vera e propria rivoluzione dei consumi, delle abitudini dei consumatori e dunque anche dell’offerta sul mercato: nel settore alimentare è una garanzia di freschezza e meno sprechi di prodotti deperibili, confezionati per essere aperti e consumati al momento; per il mondo della ristorazione ha portato una svolta nella modalità di consumo dei pasti, rapidi, frenetici, dinamici, ottimizzando i consumi e sdoganando il trend del fast o street food; nel settore cosmetico incontra le esigenze di praticità di trasporto, distribuzione e consumo di ristoratori, albergatori nonché degli stessi viaggiatori e ha dato il via alla diffusione di kit di benvenuto nelle toilette d’albergo e di kit da viaggio per bagaglio a mano.

Le confezioni monodose si propongono insomma come icona di un modo tutto nuovo di vivere nella società e di consumare prodotti non solo alimentari: sempre più aziende e prodotti approdato al packaging monodose, dedicato ad un pubblico esigente, dinamico ed in crescente movimento.

Il monodose: oltre la moda e la comodità

L’anno della pandemia ha rinforzato l’attenzione all’aspetto igienico e monouso, rendendo sempre più popolare il ricorso al monodose non solo per i dispositivi di protezione individuale ma per qualsiasi altro prodotto, dai detergenti ai condimenti, e il suo dilagare in una molteplicità di contesti: dalla ristorazione tradizionale che sempre più spesso si è votata al confezionamento per l’asporto, all’hotellerie alla GDO, dove anche prodotti una volta venduti sfusi sono ora necessariamente proposti in mono porzioni e confezioni singole a garanzia di igiene e non contaminazione.

Quando scegliere il monodose

Se sono evidenti i vantaggi e le vaste applicazioni delle confezioni modo dose, è possibile individuare le situazioni in cui scegliere il monodose per confezionare il proprio prodotto? Quando invece è meglio evitare?

L’imballaggio monodose è sicuramente indicato in caso di necessità di confezionamento massivo, rapidità di produzione e costi di produzione contenuti.

La tipologia di imballaggio più pratica ed economica per le bustine monodose è il flow pack, realizzato con specifici macchinari da film plastico stoccato su bobina. Questa tecnica rende più rapida, semplice ed economica la progettazione dell’imballaggio stesso e la sua personalizzazione con grafiche e stampe.

Il materiale impiegato andrà selezionato a seconda del prodotto da confezionare, meglio se avvalendosi di un’esperta consulenza di un produttore di packaging e materiali da imballaggio.

E’ noto che il monodose è il packaging più pratico anche per i consumatori: adatto alla vita contemporanea e alla flessibilità che richiede, può anche essere prodotto in formati e confezioni personalizzati, per poter contenere una grande varietà di prodotti alimentari, dalle insalate di riso, alle insalate miste, alle zuppe, ma anche snacks e frutta.

Il monodose è una realtà anche per molti prodotti dolciari e da forno: grissini, biscotti, fette biscottate, crackers, sempre più spesso confezionati monodose ma raggruppati in un imballaggio secondario per la vendita sugli scaffali della grande distribuzione.

Sicuramente il monodose è indicato per prodotti a lunga conservazione, oppure senza scadenza: non solo generi alimentari quali condimenti (olio, aceto, salse, ma anche sale e zucchero, come le tradizionali bustine da bar) ma anche cosmetici quali detergenti per le mani, per il corpo, per i capelli, creme per il corpo e le mani e perfino profumi, dedicati al consumo nel settore alberghiero.

Anche per la ristorazione le confezioni monodose sono strumenti fondamentali: ottime per prodotti da asporto e consumo “in viaggio”, dal caffè di Starbucks alle porzioni di patatine, panini e bevante dei fast food, fino alle confezioni destinate a mense, tavole calde e street food, spesso realizzate su misura per il prodotto da confezionare, dal panino fuori formato al noodles orientale.

Il settore del caffè si avvale sempre più delle confezioni monodose, garanzia di freschezza e preservazione dell’aroma. E’ così che è nato un nuovo genere di prodotto, che ha riscosso un incredibile successo proprio per via della sua flessibilità e versatilità: parliamo ovviamente delle capsule di caffè monodose.

Anche nel settore farmaceutico il confezionamento monodose propone soluzioni decisamente vantaggiose: ideale non solo per mascherine e guanti, ma anche per gel igienizzante, integratori alimentari e medicinali da banco.

Il monodose, inoltre, è anche il formato ideale per realizzare campionature a fini di marketing: per far assaggiare nuove varietà di prodotto ai propri clienti, dall’alimentare al cosmetico, sono diversi decenni che questo tipo di imballaggio è un valido strumento come strumento di promozione, per realizzare piccole confezioni a fini pubblicitari.

Quando non utilizzare la confezione monodose

Quando invece non è consigliabile utilizzare una confezione monodose? Non ci sono settori specifici per cui il confezionamento mono dose sia decisamente sconsigliato. Sicuramente il consiglio è quello di valutare l’effettiva necessità di impiego di questo strumento, sia esso per strategie di marketing o per un’effettiva necessità del consumatore.

Le confezioni monodose rispondono a specifiche esigenze e il loro impiego si traduce in ogni caso nell’immissione di più materiale da imballaggio nell’ambiente: è bene quindi adottarlo in situazioni di necessità, per garantire l’igiene e la sicurezza in caso di prodotti alimentari, piuttosto che per consentire il consumo in regime di asporto. In altri casi, invece, è possibile evitarlo e dunque è consigliabile considerare soluzioni alternative: nel caso di prodotti destinati alla grande distribuzione e confezionati in formato famiglia, per esempio, sarà più utile scegliere un altro tipo di imballaggio, magari prediligendo l’applicazione di accessori salva-freschezza.

Inoltre il monodose comunica rapidità e praticità, ma è anche spesso segnale di prodotti di consumo generici, quasi dozzinali. Non è ad esempio la confezione adatta in un contesto di lusso, come nel caso dell’hotellerie e della ristorazione di alto livello. Qui per la somministrazione di alimenti, dalle confetture alla frutta, dai prodotti da forno ai condimenti, fino alle pietanze servite al tavolo, potrebbe essere una scelta vincente a livello di immagine quella di presentarli in una confezione solida ed esteticamente curata, oppure ancora sfusi, magari erogati sotto gli occhi del cliente nella quantità desiderata, in modo da garantire la massima sicurezza del prodotto, la cura del cliente e al contempo sottolineare la freschezza, artigianalità e qualità dell’alimento offerto.

In ogni caso quando possibile, infine, per ragioni di immagine e soprattutto compatibilmente alle esigenze di conservazione del prodotto stesso, la scelta più virtuosa sarà quella di confezioni in materiale ecologico, monomateriale e riciclabile oppure biodegradabile: le soluzioni disponibili proposte da aziende come CelVil, all’avanguardia nel settore del packaging sostenibile, sono in costante crescita, sempre più efficienti e differenziate, dedicate a specifici prodotti con applicazioni e strumenti che aiutano sempre più le aziende a risparmiare tempo, denaro e ad ottimizzare i loro investimenti nel packaging, ottenendo grandi benefici per il loro business.

Non esitate a contattarci per informazioni e preventivi: siamo a vostra disposizione per illustrarvi la nostra esperta competenza, i progetti di successo realizzati e studiare insieme la vostra strategia personalizzata.

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