il sottovuoto nel packaging

Il sottovuoto: 3 cose da sapere su questa particolare tecnica del packaging

Il packaging è nato per contenere, trasportare e, nel caso del settore alimentare, anche in larga misura per conservare i prodotti al suo interno, preservarne l’aspetto, la forma, l’aroma, prevenirne il deterioramento e garantirne l’arrivo a destinazione nelle migliori condizioni.
Esiste una fascia di prodotti alimentari, tuttavia, che ha bisogno di una particolare attenzione, per via di una maggior delicatezza e sensibilità agli agenti esterni, fisici o chimici che siano: si tratta dei freschi.
Scopriamo come la tecnologia applicata al packaging ha elaborato soluzioni ad hoc per l’imballaggio e la conservazione di questo tipo speciale di prodotti.

1. Il packaging “sottovuoto”: come si ottiene e come funziona

Il sottovuoto è un procedimento semplice, in quanto si basa sull’osservazione di basilari processi chimici, ovvero l’ossidazione ed il deperimento degli alimenti ad opera di alcuni elementi contenuti nell’atmosfera. Per prevenire queste conseguenze, il sottovuoto prevede un processo di confezionamento in “atmosfera protettiva” o “modificata”, ovvero la creazione artificiale di un ambiente in cui vengano sottratte le sostanze ossidanti e, in alcuni casi, vengano inseriti dei gas specifici. Il primo obiettivo delle atmosfere modificate impiegate per il confezionamento degli alimenti è, infatti, l’eliminazione dell’ossigeno dal contatto con l’alimento, causa principale della proliferazione di batteri e del decadimento naturale di un prodotto.
Il processo di confezionamento deve avvenire rigorosamente in atmosfera modificata, quindi in assenza di ossigeno (a cui appunto allude il “vuoto”). A questo punto si può procedere alla creazione della cosiddetta “atmosfera protettiva”, per cui Azoto (N2) e Anidride Carbonica (CO2) intervengono nel processo e sono bilanciati per contrastare il deperimento del prodotto e conservarne la freschezza come appena confezionato. Questo procedimento è dunque comunemente chiamato “sottovuoto” e prolunga la durata, controlla l’umidità ed impedisce lo schiacciamento del prodotto stesso.

2. I vantaggi della tecnica “sottovuoto”

Il confezionamento sottovuoto e in atmosfera protettiva è una forma di conservazione degli alimenti moderna, pratica, semplice e veloce da applicare, sicura, economica. Questa tecnica presenta grandi vantaggi e si sposa perfettamente con altre forme di conservazione in un’azione sinergica.
Come detto, la finalità principale del sottovuoto è migliorare e prolungare la conservazione di prodotti delicati e facilmente deperibili, in particolar modo a causa dell’ossigeno: praticamente con il confezionamento sottovuoto aumenta la shelf life del prodotto rispetto ad altre tecniche di conservazione.
L’imballaggio in atmosfera protettiva garantisce così le proprietà di un prodotto anche dopo parecchi giorni dopo il confezionamento.
Ne risulta una confezione resistente e dotata di un’efficacie barriera da luce, polveri, umidità ed altri fattori alteranti dell’ambiente esterno, proprietà principe dei migliori imballaggi sul mercato.
Poiché il packaging sarà aperto al primo consumo, ad ulteriore tutela della freschezza del prodotto e come plus per il consumatore, che può gestire così in prima persona la conservazione del prodotto in caso di consumo in un secondo momento, il packaging può includere pratici accessori come la zip salvafreschezza, che non ricrea il sottovuoto iniziale, ma prolunga per quanto possibile l’effetto barriera della confezione.

3. Per quali tipologie di prodotti è consigliato il sottovuoto?

Il packaging “sottovuoto”, per via delle sue proprietà di conservazione sopra elencate, è utilizzato principalmente nel settore alimentare, perché perfetto per la conservazione dei prodotti freschi in generale, come frutta, verdura, carne e pesce, prodotti artiginali come latticini, pasta fresca.
Quest’ultima, per esempio, all’apertura della confezione deve avere le stesse proprietà organolettiche che appena prodotta: profumo, gusto, morbidezza e colore. Leggi qui un approfondimento sulla pasta fresca. Ecco un elenco dei prodotti che si possono confezionare sottovuoto:

  • Formaggi freschi e stagionati, formaggio grattugiato;
  • Panna, yogurt, latte in polvere;
  • Prodotti di gastronomia, da forno, dolci e salati, torte salate;
  • Salumi ed insaccati;
  • Pasta fresca, pane, pizza, farinate, piade, pane grattugiato;
  • Carni fresche bianche e rosse, carne tritata, affumicata;
  • Sughi, ragù, pesto;
  • Piatti cotti, dalla pasta alla carne;
  • Pesce fresco, affumicato, salato, molluschi, crostacei;
  • Frutta e verdura fresca, frutta secca, caffè;
  • Bevande, liquidi in genere (es. bottiglie di vino d’annata).

Inoltre ecco altre categorie a cui si può efficacemente applicare il confezionamento con la tecnica sottovuoto:

  • Componenti elettrici ed elettronici;
  • Medicinali;
  • Reperti archeologici;
  • Documenti d’archivio su supporto carta, banconote, bobine cinematografiche;
  • Indumenti, pellicce, cuscini.


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