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Lettere, numeri e significati: il “codice” dei simboli della plastica

I packaging plastici non sono tutti uguali. Che siano concepiti a fini alimentari oppure no, esistono vari materiali, tutti genericamente indicati come ‘plastici’ ma sostanzialmente diversi: ognuno si differenzia per proprietà di utilizzo e smaltimento, che vengono indicate con simboli secondo un codice specifico.
Ecco i principali simboli, sigle, contrassegni e i loro significati, per districarsi in questa giungla e capire meglio come utilizzarli.
Innanzitutto, esaminiamo due elementi fondamentali:

  1. Il simbolo esagonale. Questo simbolo si trova sugli imballaggi o contenitori per i liquidi, ovvero la bottiglia, il barattolo, il vaso, la scatola e qualsiasi altro involucro sigillato.
  2. Il simbolo triangolare. Composto da 3 frecce che si inseguono, indica la possibilità del materiale di essere riciclato. Tipico simbolo degli imballaggi in plastica, con un numero o una sigla riferita al materiale impiegato. Facilitano la raccolta differenziata ed il riciclaggio. Il numero o le lettere indicano la natura del materiale.

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Scendendo nel particolare, ciascun tipo di plastica avrà le sue specifiche sigle e cifre abbinate a questi elementi grafici.

1. PET o Polietilentereftalato

Il PET è principalmente utilizzato per fini alimentari (bottiglie per acque minerali, bottiglie per bevande, bottiglie per altri liquidi alimentari), ma anche per palloni sonda, tessuti, bicchieri. Si tratta di un materiale molto leggero (circa 40 grammi per bottiglia da 1,5 litri), infrangibile e la sua composizione chimica lo rende riciclabile al 100% e in misura praticamente illimitata.
Il PET viene indicato con simbolo recante il suo nome all’interno di un cerchio o poligono esagonale, spesso con simbolo triangolare del riciclo, la cui variante prevede al suo interno la presenza del numero 1 (con o senza sigla).
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2. PE o Polietilene

PE è la sigla che indica il Polietilene, una resina termoplastica ottenuta dalla polimerizzazione dell’etilene.
In alcune occasioni, il produttore specifica se si tratta di PE ad alta densità (HDPE, PE-HD) o a bassa densità (LDPE, PE-LD), nel qual caso lo si può trovare indicato anche con il numero 2 o 4 a seconda che sia del primo o del secondo tipo, posti all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.
A seconda della lavorazione, i prodotti finali possono essere, tra gli altri, contenitori per detergenti, nastri adesivi, fogli e film, bottiglie, tubi, giocattoli, contenitori degli yogurt, sacchetti (per la spesa, per l’immondizia e per surgelare i cibi), ecc.
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3. PVC o Polivinilcloruro

PVC è la sigla del Polivinilcloruro, un’altra sostanza plastica riconducibile alla famiglia delle termoplastiche. A differenza dei precedenti, il PVC prende una consistenza gommosa: serve per produrre bottiglie, tapparelle e tubazioni, materiali per imballaggi, finte pelli, giocattoli, parti di automobili, nastro isolante, fili elettrici, ecc. Lo si può trovare indicato anche col numero 3 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.
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4. PP o Polipropilene

PP indica il Polipropilene o Moplen, anch’essa parte della famiglia delle termoplastiche. Viene utilizzata per realizzare un altissimo numero di oggetti, tra cui contenitori, oggetti di arredamento e per la casa, flaconi per detersivi, giocattoli, siringhe ecc. Lo si può trovare indicato anche con il numero 5 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.
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5. PS o Polistirolo

Il Polistirolo o Polistirene è indicato dalla sigla PS ed è un ulteriore materiale termoplastico. Ottenuto quale derivato dal petrolio con aggiunta di pentano, ha un utilizzo specifico come isolante nelle costruzioni, così come protezione nell’imballaggio di merci e prodotti. Lo si può trovare indicato anche con il numero 6 all’ interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare.
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6. Altri polimeri

Altri polimeri plastici generici vengono indicati col numero 7 all’interno del simbolo triangolare del riciclo o all’interno del simbolo circolare, con la dicitura “Altri” oppure “PI” che significa genericamente materiali poliaccoppiati: NON sono plastica, bensì accoppiamenti di materiali di diverso tipo non separabili, ad esempio carta-plastica, plastica-alluminio, carta-alluminio, tipici esempi di impiego sono i cartoni del latte, dei succhi di frutta, i famosi tetrapack, ma anche la carta dei salumi, del pollo arrosto, la confezione del caffè, alcune bustine per medicine ecc.
È importante segnalare che queste sostanze non sono riciclabili, e sono quindi da smaltire di conseguenza.
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