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Per il packaging flessibile: i 3 vantaggi della stampa flessografica

Ricorrere al packaging flessibile può rivelarsi una mossa vincente per il posizionamento e le vendite di un prodotto. Specialmente in alcuni settori specifici, come quello alimentare e la cosmesi. E packaging flessibile, in molti casi, è sinonimo di stampa flessografica, ovvero il sistema con il quale vengono realizzati gli imballaggi.
Di cosa si tratta? E, soprattutto, quali sono i vantaggi di questo tipo di stampa?

Cos’è la stampa flessografica

Si tratta di un metodo di stampa a rotativa diretta. Per fare un esempio, pensate alla stampa tipografica lineare, la stessa utilizzata per i quotidiani. La stampa flessografica, quindi, funziona in questo modo:

  • I cliché sono delle matrici (di gomma o di materiali fotopolimerici), delle lastre sulle quali, in rilievo, c’è la scritta o l’immagine da stampare;
  • L’inchiostro viene applicato a un rullo d’acciaio.

A seconda del numero di celle che sono presenti sulla superficie del rullo, è possibile eseguire una stampa con un livello maggiore o minore di dettaglio.

I materiali

Per quanto riguarda i materiali sui quali la stampa flessografica può essere usata, questi sono molto vari, e si passa dai cartoni agli shopper ai laminati in metallo. Anche se il principale ambito di applicazione della stampa flessografica resta quello dei film plastici per l’imballaggio di generi alimentari.

I 3 vantaggi

  1. Velocità. Il principale vantaggio della stampa flessografica è questo: permette al cliente di avere gli item stampati che gli occorrono in un tempo relativamente breve.
  2. Basse tirature. Diversamente da altri tipi di stampa, la flessografica permette di fare stampe anche a bassa tiratura, un particolare che la rende molto conveniente.
  3. Inchiostri. La stampa flessografica consente l’utilizzo di inchiostri a base di solvente/acqua. Questo è molto importante sotto diversi punti di vista: biodegradabilità del packaging, sicurezza dell’acquirente, sicurezza dell’alimento eventualmente contenuto nei film plastici per l’imballaggio alimentare.


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