Etichette alimentari indicazioni obbligatorie (parte 2)

Le 10 indicazioni obbligatorie da inserire nelle etichette alimentari (parte 2)

4. Durabilità del prodotto

Tra le indicazioni obbligatorie da inserire all’interno delle etichette alimentari non può mancare la data di scadenza o il termine di conservazione. Sembra che le due indicazioni siano ridondanti tra di loro, ma sono adoperate in campi alimenti differenti e rappresentano due dati di durabilità del prodotto molto differenti tra loro.

  • Data di scadenza: è conosciuta nella grande distribuzione con la dicitura “Da consumare entro il”, ovvero il limite massimo all’interno del quale il prodotto deve essere consumato, oltre il quale viene considerato non più salubre.
  • Termine minimo di conservazione: tale dicitura si differenzia dalla precedente perché indica la data entro la quale consumare tale cibo. Dopo il giorno indicato il prodotto perderà alcune caratteristiche organolettiche e modificherà lievemente il sapore, ma potrà essere consumato senza alcun rischio per la salute. Nella grande distribuzione tali prodotti devono essere indicati con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il”.

È quindi importante per il consumatore conoscere la differenza tra le due tipologie di scadenza per non incorrere in problemi di salute, ma allo stesso tempo è obbligatorio per i produttori conoscere quale indicazione apporre nelle etichette alimentari per evitare sanzioni.

5. Modalità e condizioni di conservazione

Alcune tipologie di alimenti prevedono indicazioni specifiche sulla conservazione. Ad esempio, sui succhi di frutta è riportata la dicitura “Agitare prima dell’uso”. Altri alimenti invece prevedono il tempo limite di consumo dopo l’apertura della confezione. Questa dicitura diviene fondamentale per cercare di ridurre il problema degli sprechi alimentari: ad esempio quando si apre un barattolo di sughi pronti, si leggerà conservare in frigorifero per tre giorni dopo l’apertura. Il consumatore è così cosi informato che dovrà provvede all’utilizzo del prodotto entro i termini previsti.

6. Paese di origine o luogo di provenienza

Per alcuni alimenti (come carne bovina, pesce, frutta, miele, olio extravergine di oliva) è già obbligatorio inserire l’indicazione di provenienza sull’etichetta alimentare. Le nuove normative prevedono l’inserimento di queste informazioni anche per i prodotti congelati o per gli alimenti preparati con carne di specie caprina, ovina, suina e avicola.
Tali indicazioni servono ad aumentare il controllo sulla carne e a offrire una maggiore trasparenza al consumatore sulla filiera di produzione degli alimenti. In Italia sempre più aziende preferiscono indicare il luogo di provenienza del loro prodotto, anche se non rientrano nelle categorie che prevedono l’obbligo di dichiarazione.

7. Sede dello stabilimento

Oltre al paese di provenienza di alcuni alimenti, è obbligatoria per tutti i prodotti l’indicazione nelle etichette alimentari dello stabilimento che effettua la produzione o il confezionamento. Mediante alcuni codici riporti sul packaging è possibile risalire allo stabilimento nel quale è stato lavorato un prodotto. Questo processo è importante perché, nel caso di controlli o di una partita di prodotti riscontrati non idonei dal consumatore, è possibile eseguire accertamenti approfonditi nello stabilimento di produzione o di confezionamento.

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